AMP
Portofino
L'Area Marina Protetta si sviluppa attorno al Promontorio di Portofino e
interessa tre comuni: Camogli, città dei "Mille Bianchi Velieri" dalla lunga tradizione marinaresca, Portofino, borgo meta esclusiva e prestigiosa, e Santa Margherita Ligure, sofisticata
cittadina impreziosita da suggestioni paesaggistiche. L'Area Marina é divisa nelle tre zone A, B e C. La zona A é limitata all'insenatura denominata Cala Dell'Oro ed é riserva integrale. La zona
B é compresa tra la Punta del Faro di Portofino e Punta Chiappa con scogliere sommerse di notevolissimo valore naturalistico in cui si possono ammirare vari tipi di gorgonie, corallo rosso e
numerose specie di pesci tra cui la cernia. Le due zone C si estendono ai lati del promontorio dove sono presenti praterie di posidonia ricche di vita animale.
Isola di Bergeggi
L'Area Marina Protetta, istituita con D.M. 7 maggio 2007, comprende i fondali attorno all'isolotto di Bergeggi e l'area costiera prospiciente. L'istituzione dell'Area Marina persegue la tutela e la valorizzazione dell'ambiente marino costiero attraverso la promozione dell'educazione ambientale, l'elaborazione di programmi di studio e ricerca scientifica, la promozione dello sviluppo sostenibile dell'area, con particolare riguardo alla valorizzazione delle attività tradizionali, delle culture locali, del turismo eco-compatibile. L'Area Marina Protetta è suddivisa in 3 zone sottoposte a diverso regime di tutela.
Cinque terre
L'area marina protetta delle Cinque Terre, inserita nell'elenco del patrimonio mondiale, ambientale e culturale dell'Unesco, nasce per tutelare le caratteristiche naturali, le valenza e le peculiarità del territorio sia emerso che sommerso. In una superficie di fondale relativamente ridotta come quella delle Cinque Terre, condividono lo spazio vitale numerosissime specie, alcune poco frequenti in altre località del Mediterraneo, ed una fauna marina fra le più varie e ricche della Liguria.
Santuario dei cetacei
Il Mediterraneo viene considerato un mare povero e poco
produttivo per quanto riguarda la produttività primaria, ossia allo scarso ciclo biologico di animali e vegetali, i quali una volta morti vengono diventano sostanza inorganica che dopo
essersi trasformata in nutrienti dovrebbe salire più in superfice; ma nel Mediterraneo mancano le correnti ascensionali che permettono questo. La corrente presente sul fondo porta verso lo
Stretto di Gibilterra, quindi le sostanze vengono perse li.
Tuttavia, più a nord esiste una corrente superficiale proveniente dallo Stretto di Gibilterra si dirige verso il Bacino corso-ligure-provenzale un triangolo
di mare compreso tra Genova e Tolone, la Co rsica occidentale e la Sardegna occidentale, la quale favorisce la
risalita di nu trienti dalle acque profonde, questo fenomeno è noto con il nome di upwelling e in
questt’area il mare si popola di vita e soprattutto di cetacei, sia come numero che come varietà.
Alla luce di ciò il 22 marzo 1993 i rappresentanti dei Ministeri dell’Ambiente di Francia e Italia e il Ministro di Stato del Principato di Monaco firmarono a
Bruxelles una dichiarazione relativa all’istituzione in questa zona di un Santuario mediterraneo per i mammiferi marini;
L'accordo definitivo del 25 Novembre 1999 ha finalmente sancito la nascita di questa grande area marina protetta. E nel 2001 è arrivata la ratifica dell'accordo da
parte dell'Italia. Ecco che nasce così il Santuario dei cetacei-.
Gli abitanti di questo Paradiso marino sono: la Balenottera e il Capidoglio, Delfino comune e Globicefalo, Zifio, Grampo, Stenella e Tursiope.
Secche della Meloria
L'area marina denominata Secche della Meloria, antistante il litorale livornese e pisano, era inserita tra le venti aree di reperimento elencate nella legge 979/82 "Disposizioni per la difesa del
mare" che prevedeva l'istituzione di Riserve Marine. Dopo la definitiva approvazione da parte dei Ministeri competenti, si avvierà quindi la fattiva protezione e valorizzazione di habitat marini
di straordinario valore paesaggistico e conservazionistico caratterizzati da un'alternanza di zone rocciose con il caratteristico fondale a catini tipico di questa zona e con le praterie a
Posidonia
Le secche di Tor Paterno
Le Secche di Tor Paterno sono costituite da una formazione rocciosa, coperta da organismi animali e vegetali che, scavando o costruendo le loro "tane" nel corso dei secoli, ne hanno modificato la forma. Si presentano come una vera e propria isola sul fondo del mare, in un ampio "deserto" di sabbia e fango. La profondità massima è di circa 60 metri mentre la sommità della "montagna" giunge a 18 metri sotto il livello del mare. Nulla emerge dall'acqua, né è normalmente visibile dalla superficie.
Ventotene e Santo Stefano
Le isole di Ventotene e S. Stefano sono due piccole perle nel tirreno
meridionale che fanno parte dell'arcipelago Pontino in provincia di Latina. Ventotene la maggiore delle due si estende per una superficie di circa 2800 metri di lunghezza per 800 di larghezza
nella sua parte più ampia. S.Stefano, l'isolotto antistante Ventotene, distante circa un miglio marino è sede dell'omonimo ergastolo chiuso ormai da circa 45 anni, un piccolo lembo di terra in
mezzo al mare per anni luogo di confino e segregazione ed oggi più che mai patrimonio dell'umanità e simbolo di unità e libertà. Le nostre isole sono un vero patrimonio di cultura, storia e
natura, per questi motivi da circa dodici anni questa realtà è diventata Riserva Naturale Statale ed Area Marina Protetta, per preservare conservare e donare a tutti, anche in futuro, la
possibilità di visitare e conoscere questi luoghi unici.
Torre del Cerrano
L'area protetta è ricompresa in una fascia di mare della costa adriatica teramana, che si estende per
circa tre miglia verso il largo e lungo una decina di chilometri della corrispondente duna costiera sabbiosa, in cui sono state rilevate formazioni geologiche, presenze naturalistiche e
testimonianze storico-archeologiche di estremo interesse.
Nello specifico l'area terrestre costiera, prevalentemente dunale, oltre a conservare presenze
faunistiche e vegetazionali degne di nota come il Fratino (Charadrius alexandrinus) o lo Zafferanetto delle spiagge (Romulea rollii), è caratterizzata dalla presenza di tre
habitat dunali costieri: Dune con presenza di Euphorbia terracina, Stagni temporanei mediterranei, Dune mobili con presenza di Ammophila arenaria.
Punta Campanella
L'area territoriale della Riserva è caratterizzata da un'omogeneità paesaggistica e naturalistica di rilevanza mondiale, dalla qualità storica e culturale dei siti, dalla presenza di insediamenti
turistici, di artigianato agro-alimentare e artistico, da attività commerciali e servizi turistici di elevata qualità. Per la natura calcarea della penisola, la zona è stata soggetta ad intensi
fenomeni carsici che hanno prodotto un numero considerevole di cavità emerse, divenute subacquee a seguito di movimenti tettonici e dell'innalzament
o del livello del mare. Tra le più spettacolari, la Grotta della Cala di
M itigliano nella quale, a poca profondità, si può esplorare il suggestivo mondo delle grotte oscure
sottomarine.
La costa dei Campi Flegrei è un esempio unico al mondo, per lo sprofondamento dell'antica fascia costiera e la conseguente
trasformazione del territorio. Dopo essere stata fittamente urbanizzata e industrializzata, oggi è finalmente oggetto di adeguata attenzione dal punto di vista della conoscenza scientifica, della
tutela e della valorizzazione. Al pari o forse ancor più che a terra, quanto si conserva sott'acqua rappresenta un patrimonio eccezionale per rilevanza storica, ma anche per l'attrattiva culturale e turistica
determinata dalle particolari condizioni fisiche: è infatti un contesto che agli aspetti archeologici unisce quelli ambientali, nei molteplici fattori geologici e naturalistici legati alla
sommersione marina.
Costa degli Infreschi e della Masseta
Macchia mediterranea, oliveti, vigneti, il tutto lambito da un mare che,
secondo gli orari, assume gradazioni di verde diverse ed ogni pochi metri si introduce in una grotta. In una quindicina di chilometri di costa frastagliata sono racchiuse piccole rade,
spiaggette, torri medievali, scogliere che avranno nella futura “realizzazione” dell’Area Marina una gradazione di protezione lieve (zona C) che va aumentando fino al divieto, addirittura, di
accesso, tranne che per scopi scientifici e di studio (zona A).
Il litorale interessato è una propaggine calcarea del Monte Bulgheria. Proprio per la natura carbonatica delle rocce che la costituiscono, è stata interessata da importanti fenomeni carsici e
presenta numerose grotte marine e sorgenti d’acqua sottomarine (da ciò Infreschi).
Uno dei caratteri di maggiore interesse dell’AMP è certamente l’elevato valore di eterogeneità ambientale difficilmente riscontrabile in altre zone dell’Italia. Tra le emergenze
floristico-vegetazionali si evidenziano le fitocenosi delle falesie costiere pressoché inaccessibili. In tali ambienti rupestri, di indiscusso valore paesaggistico, si conservano preziose
formazioni vegetali e specie quali l’endemica Primula Palinuri (simbolo del PNCVD).
La costa è oggetto di numerosi scavi archeologici, ricchi di testimonianze preistoriche. Le grotte preistoriche sono diventate famose nel 1954 con i ritrovamenti archeologici dell’Homo
Camerotaensis, scoperti da un gruppo di etnologi guidati dal prof. P. Parenzan dell’Università di Napoli.
Descrivere l’area ci indurrebbe a scrivere un libro. In questa occasione ci addentriamo oltre che nella descrizione di luoghi anche negli aspetti più simpatici e narrativi della storia di essi
come quello di Cala Fortuna dove visitiamo la Grotta degli Innamorati. La leggenda vuole che qui, nel XIII secolo, avessero trascorso la loro clandestina luna di miele un giovanotto ed una fanciulla, le cui nozze erano contrastate dalle relative famiglie, sottraendosi
all’assedio dei familiari.La Grotta Azzurra, la Grotta Sepolcrale, La G rotta del Noglio raccontano di bellezze naturalistiche e di storie interessanti come la Cacata del Marchese, un masso che, tra la Cala della
Fortuna e Cala Monte di Luna, emerge tra le limpidissime acque. Si racconta che solo qui, e in nessun altro luogo, uno dei marchesi di Camerota riuscisse a por fine ai suoi dolori di pancia.
La Cala Bianca con la spiaggetta omonima, dai ciottoli bianchi, scelta per le lamparate notturne dai pescatori, la piscina naturale degli Iscolelli per un bagno rilassante, la sorgente di S.
Caterina per un bagno rigenerante, la Cala Longa, l’orto botanico naturale del Marcellino e le calette e le spiaggette della Masseta fanno da corollario al salotto del Mediterraneo che è
rappresentato dal Porto naturale di Infreschi, dove la descrizione migliore che si possa fare non è minimamente rappresentativa della visione di esso.
Parco Sommerso di Gaiola
La collina di Posillipo, con la zona di mare antistante, è uno dei luoghi
più incantevoli del Golfo di Napoli. Il nome deriva dall’imponente villa che vi sorgeva in età romana: Pausilypon (luogo che fa cessare gli affanni). Le strutture della villa che sorgevano verso
il mare, sommerse dal bradisismo e dalle variazioni del livello dell’acqua, sono state inserite nell’ambito dell’Area Marina Protetta del Parco Sommerso di Gaiola. Un patrimonio di eccezionale
rilevanza dal punto di vista non solo storico, ma anche culturale e turistico: agli aspetti archeologici si uniscono quelli ambientali, con i molteplici fattori geologici e
naturalistici.
Regno di Nettuno Area Marina Protetta Santa Maria di Castellabate
Il Regno di Nettuno comprende il mare che circonda l'Arcipelago Flegreo,
formato dalle isole di Ischia, Procida e Vivara. Le tre isole, che chiudono ad ovest il golfo di Napoli, fanno parte di un grande complesso vulcanico considerato tuttora attivo. Segno della
vitalità, di questa natura che congiunge acqua e fuoco sono le numerose fonti termali, sfruttate oggi in un'infinita serie di terme e splendidi giardini, che congiungono complessi di piscine a
varie temperature a veri orti botanici e spiagge.
Porto Cesareo
Porto Cesareo, grazie al suo "porto naturale" che si affaccia sull'Isola Grande
detta anche Isola dei Conigli, è uno dei più bei posti della costa salentina. Essa dista solo 500 m dalla costa ed è ricoperta da una folta pineta di Pino d'Aleppo e da acacie, piantate dai
forestali circa 40 anni fa. I fondali presentano un caratteristico ambiente sub-tropicale con associazioni animali molto particolari e tipiche dei mari caldi. Il coralligeno, per la presenza di
madreporari, si trova a profondità minime ed a brevissima distanza dalla costa.
Torre Guaceto
Questo tratto di costa, lungo sei chilometri, comprende un paesaggio dai forti caratteri mediterranei che dal mare scivola oltre le dune, attraverso la macchia mediterranea e le paludi, fino ad
un uliveto secolare. Ogni forma e colore del Parco é voluta e modellata dal mare.
Isole Tremiti
San Domino, San Nicola, Capraia, Cretaccio e Pianosa, meno di 300 ettari di
superficie al largo della costa settendrionale del Gargano: sono le antiche Diomedeae, dove Omero pose l'ultima dimora del mitico eroe amico di Ulisse.
Dal 1989 sono Riserva Naturale Marina.
Emerse e sommerse diverse volte nella loro storia geologica, grazie alla loro natura calcarea, sono scavate da un gran numero di grotte marine.
Solo il periplo in barca consente di apprezzare in pieno la bellezza delle sue coste, con un susseguirsi di cale rocciose, scogliere dirupate e cavità naturali dove nidificano le Diomedee, per la
leggenda i compagni di Diomede così trasformati da Afrodite, che continuano a piangere la morte del loro eroe.
Capo Rizzuto
L'area marina di Capo Rizzuto è una delle aree protette più affascinanti di tutto il mediterraneo, la cui bellezza è di rivelazione immediata: l'occhio distingue dapprima i toni autentici e cangianti del cielo e del mare, quindi gl i scogli, l'argilla, la sabbia da cui sembrano esalare i profumi di un tempo e i significati
del passato. Il breve tratto di
costa, splendido e fragile, offre innumerevoli percorsi sopra e sotto il mare ed è affidato alla nostra volontà di salvaguardia, per evitare che la negligenza del presente possa arrecare danni irreparabili
al futuro.
Le isole Egadi
Comprende l'arcipelago delle isole Egadi formato da tre isole: Favignana, la più grande con una superficie di 33 kmq, Marettimo con superficie di 12 kmq e Levanzo con 10 kmq e alcuni isolotti e scogli quali l'isolotto di Formica con lo scoglio di Maraone e lo scoglio dei Porcelli. La zonazione dei popolamenti vegetali nell'infralitorale e nelle tre isole maggiori é influenzata soprattutto dalla natura del substrato. La frangia dell'infralitorale é caratterizzata ovunque da Cystoseira stricta ad eccezione di alcuni biotopi a Marettimo, in cui questa é sostituita da Cystoseira mediterranea e da Cystoseira elegans. Sono presenti inoltre, estese praterie di Posidonia oceanica che coprono la maggior parte dell'area sommersa dell'arcipelago. Notevole varietà di popolamenti animali dovuta al dinamismo delle acque, alla profondità e alla natura del substrato.
Isole Pelagie
Ci sono tre isole sperdute: una bianca, una nera, una piccolissima. Potrebbe iniziare così la storia dell'Arcipelago delle Pelagie; isole riunite dalla geografia, ma appartenenti, geologicamente
parlando, a due continenti: all'Africa Lampedusa e Lampione, all'Europa Linosa.
Plemmirio
Gli straordinari fondali sommersi sono ricchissimi di ogni specie marina che popola il Mediterraneo. Ma l'Area Marina non è solo mare. Tutt'intorno, in una macchia mediterranea dominata dalla presenza della palma nana, un proliferare di vita. E poi Siracusa, è patria e culla della cultura della Magna Grecia, presente in ogni cosa: nell'architettura, nel teatro, nella gastronomia, nella sua gente. Natura, cultura, miti e racconti trovano qui il loro naturale nutrimento e collocamento.
Isola delle femmine
Per i visitatori che giungono in aereo, Capo Gallo con la sua falesia ed
il profilo a spigoli acuti, marca la separazione tra terra e mare con linee nette e taglienti. Per chi giunge dal mare esso è la sentinella di Ponente del Golfo di Palermo. Tale posizione
giustifica i molti insediamenti storici del sito, importante per i traffici marittimi e per il controllo da possibili incursioni via mare. La presenza di numerose torri dislocate lungo la costa,
testimonia la funzione di roccaforte assunta nel corso dei secoli da tutta l'area.
Isola di Ustica
L'isola di Ustica durante la sua storia geologica e in relazione alle
interglaciazioni del quaternario è stata interessata da trasgressioni marine che hanno dato origine ai tre terrazzamenti a quote differenti, dai quali emergono tre alture: il Monte Guardia dei
Turchi, la più alta cima dell'Isola, Monte Costa del Fallo ed il Monte della Falconiera. Dal punto di vista climatico l'isola è caratterizzata da scarsa piovosità. I venti più forti soffiano da
sud-est e da nord-est. Il piano interessato dagli spruzzi salmastri, cioè il sopralitorale, ha frammenti di insediamenti solo nelle fessure della roccia vulcanica riempite da sedimenti
scarsamente compatti, costituiti da licheni e da alghe azzurre.
Isole Ciclopi
Situata in un incantevole proscenio naturale rappresentato da un mare cristallino sormontato dal maestoso profilo dell'Etna, l'Amp Isole Ciclopi prende il nome dal piccolo arcipelago composto dall'Isola Lachea e dai Faraglioni che presentano le testimonianze dei fenomeni subvulcanici più antichi del distretto etneo. Un mare in cui trova riparo buona parte della fauna ittica e della flora del Mediterraneo, un paradiso naturale da scoprire grazie al battello con il fondo trasparente e ai 9 itinerari subacquei realizzati dall'ente gestore.
Capo carbonara
Gli scenari sommersi sono caratterizzati da rocce granitiche che formano pinnacoli e bastioni, avvallamenti, spaccature e tafoni, sovente colorati dal giallo delle margherite di mare o dal rosso delle gorgonie. Nei pressi dei Variglioni dell'Isola dei Cavoli è normale incontrare branchi di barracuda mediterranei e seguirli nei loro pattugliamenti in cerca di cibo, grazie anche alla notevole trasparenza dell'acqua. Nei pressi della Secca di Cala Caterina si può scendere ad ammirare uno spettacolo sommerso fatto di grosse frane granitiche, abitate da una tranquilla popolazione di cernie e orate di grandi dimensioni.
Isola di Mal di Ventre
Il profilo che delimita l'Area marina protetta Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre verso terra è caratterizzato da una costa con pregevoli ed, in alcuni casi, uniche situazioni
paseaggistiche ed ambientali. Nei tratti bassi di questa costa si sono deposte spiagge di sabbia e granuli di quarzo di rara bellezza; nei tratti alti, imponenti falesie sovrastano il mare
fungendo da belvedere verso l'antistante Isola di Mal di Ventre, a Nord e lo scoglio del Catalano, a Sud. L'unicità di questo lembo di Sardegna è fornita dalla straordinaria sensazione di
continuità fra terra e mare.
Tavolara Coda Punta Cavallo
Situate vicino alle coste nord-orientali della Sardegna, non lontano in linea d'aria dalla famosa Costa Smeralda, le isole di Tavolara, Molara e Molarotto sono gli elementi di spicco di quest'area marina ricca di colori mediterranei che inizia da Capo Ceraso e che, con un susseguirsi di insenature, spiagge, calette e promontori, giunge fino a Capo Coda Cavallo.
Parco Nazionale dell'Asinara
L'Asinara, per dimensioni la seconda isola sarda dopo Sant'Antioco, presenta una forma stretta, allungata in senso Nord-Sud con un
andamento della linea costa molto frastagliato, indice di una notevole varietà di habitat. L'Isola presenta una situazione storica, ambientale e giuridica estremamente singolare. Sebbene i primi
resti della presenza umana risalgano al neolitico, la natura si é potuta conservare grazie ad un susseguirsi di eventi che le fecero assumere il nome poco accattivante di Isola del
Diavolo.
